Scorrendo le pagine della storia arriviamo al 1280 – 1289 con Arnolfo di Cambio XIII° secolo il quale scolpisce per la prima volta nel freddo marmo le statue a grandezza naturale della Madonna con il Bambino sulle ginocchia, S. Giuseppe, il bue, l’asino e un Remagio in ginocchio e gli altri due in piedi, il quale viene conservato nella Chiesa di S. Maria Maggiore a Roma.
Successivamente nel XIV° secolo S. Brigida di Svezia vissuta tra 1303 e il 1337 vedova e madre di otto figli.
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Viene ricordata per le visioni delle scene della Natività di Betlemme come viene rappresentata nell’iconografia e nei mostri tempi.Brigida di Svezia ha narrato le sue visioni dei più importanti episodi evangelici, tra cui la nascita di Gesù. E’ stata a dire per la prima volta che la Madonna era bionda e ha raccontare i dettagli del parto e i primi momenti del Bambino. Sono state le donne a dare una veste materna a quanto era stato narrato nelle sacre scritture. Nel XV° secolo possiamo ammirare delle terrecotte di Antonio Begarelli ,” il presepio del Papa “ così chiamato per la servente che soffia nel cucchiaino della pappa di Gesù, opera di Guido Mazzoni, entrambe si trovano nella cripta del duomo di Modena. Più tardi intorno al 1500 è S. Gaetano da Thiène(1480-1547- ad essere il primo ad inserire nel presepio personaggi con fogge dell’epoca. Nel 1581 grazie a jovan Francisco Nuno che scrive a proposito dell’evento di Greccio che il miracolo desta tanta fama a Roma e che lo rappresentano in S. Maria di Aracoeli. Nasce così l’attribuzione francescana del presepio ben definito. Infatti nel 1579 una norma dei minori precisava di allestire un presepio in tutte le case di spiritualità dell’ordine. Tuttavia il periodo d’oro fu il 700. Dalla città di Napoli si diffuse nel mondo. Le statue diminuiscono di proporzione, ma aumentano di numero.
I personaggi erano costruiti con manichini in ferro imbottiti con stoppa, la testa era di terracotta policromata, gli occhi in cristallo, e le estremità in legno. Per i costumi venivano tessute apposite stoffe con minuscoli disegni. L’ambiente dei presepi riproduceva con molto realismo, la vita della comunità che progettava. Le taverne venivano continuamente annaffiate di vino, perchè emanassero l’0dore caratteristico, mentre nella scena delle nozze di Cana. I francescani bavaresi rinnovavano di tanto in tanto i pezzi di maiale fumante nei piatti dei convitati per eccitare le narici dei spettatori!. La consuetudine e i rapporti commerciali durante la dominazione Borbonica che si aprivano tra Napoli e Spagna e in particolar modo in Cataloga fecero sbocciare un uso del presepio che fino allora era in uso solo nelle chiese. Iniziò in Provenza e si diffuse in tutta la Francia di vari Quadri animati da marionette (Crèches) che partiva dall’annunciazione e terminava con la nascita a Betlemme. Le prime associazioni di amici del presepio sorsero nella prima metà dell’ 800in vari paesi d’Europa e sono tuttora fiorenti in Austri,Spagna, Germania e in Italia. In Italia l’associazione nasce nel 1953 grazie al professor Angelo Stefanucci che getta le basi dando modo a tanti studiosi, e simpatizzanti, artisti e amanti del presepio, di unirsi sotto uno stesso emblema e ideale. Ogni anno grazie a lui “ gli amici presepisti “ si riuniscono a Roma per studiare manuali di teoria, seguir cicli di conferenze e corsi pratici, per poter con arte e verismo dare degna cornice alla greppia di Gesù Bambino.